18 luglio 2018 0

Pago delle tasse sulle vincite alle lotterie?

Se ti sei fatto questa domanda, è perché hai sentito spesso che lo stato guadagna davvero tanto sulle lotterie. E pensi, ma poi i soldi del jackpot me li danno tutti? O ci pago le tasse?

Come prima cosa, sembra stupido ma è esperienza, devi vincere. Se vinci stai sicuro che anche se ci fossero le tasse, le pagheresti volentieri.

La risposta è infatti “sì le vincite sono tassate, ma le tasse non sono solo sulle vincite ahimè”. Le lotterie sono un vero sistema di redistribuzione della ricchezza. Ciascuno di noi dà una piccola cifra, per noi quasi sempre non molto rilevante (l’euro del Superenalotto o del Lotto ?) e spesso meno invasiva dei soldi spesi in altri vizi, giochi o attività extra lavoro. La spesa media dei giocatori di lotterie è bassa 10, 15, 20 euro al mese. Inferiore (e molto meno rischiosa) del vino, delle sigarette, ma anche di attività considerate più nobili (la palestra ?). Questi soldi andranno, probabilmente, a solo uno di noi, per il quale rappresenteranno una grande vincita (“ti cambia la vita”), ma anche in buona parte, ci torneranno indietro come servizi dello stato. Se lo stato smettesse di guadagnare sulle lotterie dovrebbe prendere i soldi da qualche altra parte e probabilmente, a differenza del gioco, non sarebbe una nostra scelta volontaria.

Per tornare alla domanda iniziale, la tassazione, di qualsiasi tipo, anche quella sulle vincite avviene sempre a monte, ovvero è presa prima di riscuotere il premio. E’ in un certo senso invisibile.

Si incassa il netto e non bisogna quindi neanche dirlo nella dichiarazione dei redditi. Una comodità, se vogliamo leggerla così. In caso di richieste di chiarimenti da parte del fisco, per cifre importanti, è bene comunque tenere copia dei documenti di vincita. Ma probabilmente potremo permetterci di pagare qualcuno per tenerci questi adempimenti burocratici!

Ma, più in particolare, quando e come prende i soldi lo stato e quanto ?

Nel Lotto nel modo più semplice: fa banco (quindi può anche sbancare, e a volte accade, specie quando escono i grandi ritardatari) e non restituisce tutto il giocato (su base statistica) ma poco meno del 60% del giocato, trattenendo quindi circa il 25%. Concessionari e distributori prendono poi una cifra che va dal 10 al 15%, a fronte della quale devono effettuare tutte le attività (le schedine, pagare i soldi , le estrazioni, etc) e pagare varie tasse (di concessione, IVA che non è detraibile); se sono bravi gli resta un 2/3%. Quindi, al netto dei costi, 90% allo stato (che non ha costi), 10% ai concessionari…

Come tutte le attività di concessione, si tratta in realtà peraltro delle attività che potrebbe fare il concedente stesso (lo stato) ma che decide di far effettuare ad altri che ritiene più efficienti ed attrezzati di lui nel farlo. Oltre questo, lo stato tassa anche le vincite del Lotto all’8%.

Simile storia per il Millionday , dove però viene restituito di più al giocatore (oltre il 65%) fermo restando l’8% sulle vincite, e per il 10eLotto, dove ci avviciniamo all’80%, come spesso accade nei giochi a maggior frequenza di gioco.

Nel Superenalotto, concetto simile,  siamo al 60% e qui non ci sta neanche rischio nel breve (è un gioco a montepremi). Semplicemente prende 100 e dà 60. Stessa storia per le sue varianti Vincicasa, Winforlife , Sivincetutto e Playsix e per il poco sfruttato Eurojackpot, anche se con percentuali leggermente diverse. La tassa sulle vincite è al 12 per cento ma solo oltre i 500 €; nel caso di Winforlife, si applica ovviamente sulla rendita mensile.

E i grattini? Ogni biglietto è storia a se, il grosso è tra 70% e 75%, con punte sull’online intorno all’80%. La tassa sulle vincite è al 12% ma solo oltre i 500 €.

E’ giusto? A voi la scelta, in realtà le lotterie e molti altri giochi nascono per questo, per finanziare buone cause (il CONI è vissuto a lungo grazie ai soldi del Totocalcio ad esempio). Col tempo sono finite nel bilancio generale dello stato, ma il concetto è rimasto uguale.  Ed è peraltro simile in tutto il mondo. In Spagna il caso più famoso: la ONCE dà lavoro ad oltre 40000 ciechi, è da sempre fonte di finanziamento della relativa associazione e versa oltre 500 milioni allo Stato.

Lunga vita alle Lotterie dunque. E se le togliamo? Purtroppo una parte dei soldi tornerebbe sui circuiti illegali, troppo facile organizzare una lotteria. Dovremmo quindi finanziare direttamente con altre tasse il buco, ma non solo. La tassa dovrebbe essere più alta, per recuperare i soldi che andrebbero nell’illegale o all’estero. Fate voi.

Noi vi consigliamo di giocare responsabilmente, senza esagerare, e ovviamente di farlo su Lottoland.

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